Un omaggio alla scultura, classica, e ai materiali, quella della tradizione. Fin qui niente di nuovo sul fronte occidentale. Ma le iconografie cambiano: scatole, rifiuti, fornelli… Talvolta interi ambienti scultorei divengono mausolei dell’imballaggio. Monumenti dello spreco? Memorie di un certo atteggiamento contemporaneo. O, in alternativa, i soggetti volano verso il mondo dell’infanzia: rastrelli e palette. Una spiaggia di ricordi. Il Lavoro di Resta riesce perfettamente (nelle forme e nei contenuti) a ondeggiare tra cronaca e biografia.

M. Farronato, "Nuovi Nuovi Nuovi", in Exibart onpaper n° 70, dic. – gen. 2011, p. 18

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